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Relazioni ICS e Seminario Nuove Varietá

Roberto Della Casa

Moderne strategie di sviluppo e commercializzazione delle ciliegie

1Roberto Della Casa; 2Francesco Ricchieri, Francesco Mattioli

1Scuola di Economia, Management e Statistica – Università di Bologna – Italia; 2Agroter

La ciliegia può essere ulteriormente valorizzata facendo uscire il prodotto dalla categoria frutta per entrare in quella dei dessert e degli sfizi a beneficio di un pubblico più giovane. All’opposto, localismi, tradizione e stagionalità, che caratterizzano buona parte della produzione nazionale possono essere ulteriormente valorizzati sui middle age e i “diversamente giovani”, soprattutto per il mercato interno. Comune alle diverse strategie la necessità di varietà performanti legate a un calendario commerciale strutturato e selezione non distruttiva della qualità con l’utilizzo delle tecnologie per garantire quella che potremmo definire “qualità coerente” con la promessa.

Amandine Boubennec

L’innovazione varietale nel ciliegio per produzioni di alta qualità

Amandine Boubennec

CTIFL – Centre Opérationnel de Balandran, France

La qualità della frutta è un fattore di considerevole importanza per una produzione di successo. Esso dipende da un numero di parametri che necessita di essere riconosciuto e compreso, al fine di poter prendere decisioni informate su quali tipologie di ciliegio siano migliori per essere coltivate al giorno d’oggi ed in futuro, in modo da massimizzare le opportunità e fare sì che questa coltura rimanga redditizia in futuro. In un contesto di cambiamento climatico e diversificazione delle pratiche di produzione agricola, gli attori della filiera del ciliegio dolce si stanno rivolgendo all’innovazione varietale per lavorare su caratteri come il problema delle spaccature, la durezza, il calibro, le proprietà dei frutti e le caratteristiche dell’albero, in modo da ottenere produzioni di alta qualità.

Gregory Lang

Migliorare le performance fisiologiche e l’efficienza produttiva

Gregory A. Lang

Department of Horticulture, Michigan State University, US

La grande dimensione degli alberi, combinata alla natura delicata e alla piccola taglia dei frutti, rende il ciliegio dolce tra le colture che tradizionalmente richiedono maggior intensità di lavoro. Nelle ultime due decadi, sono stati ottenuti grandi miglioramenti nell’efficienza dei frutteti, grazie allo sviluppo di portinnesti precoci capaci di controllare il vigore, come la serie Gisela (Gi). Le recenti ricerche sui sistemi di allevamento si sono focalizzate sulla progettazione architettonica della chioma, al fine di migliorarne l’efficienza sotto vari aspetti, tra cui: 1) l’intercettazione e la distribuzione della luce per minimizzare l’ombreggiamento; 2) la fioritura, lo sviluppo e la maturazione del frutto per un raccolto più uniforme; 3) la gestione equilibrata del carico di frutti per ottenere un’elevata qualità degli stessi; 4) strategie semplificate per lo sviluppo ed il mantenimento dei rami a frutto, al fine di ridurre il lavoro di potatura manuale; 5) meccanizzazione parziale per ridurre il lavoro di raccolta e potatura manuale; 6) l’utilizzo di coperture protettive per mitigare il rischio di danni da pioggia, grandine, gelo e vento; e 7) una migliore copertura della chioma tramite nebulizzazione, per la protezione da insetti e malattie. In numerose località del Nord America, il progetto di ricerca regionale NC140 ha valutato le prestazioni di tre cultivar di ciliegio dolce su portinnesti nanizzanti (Gi3), semi-nanizzanti (Gi5) e semi-vigorosi (Gi6) con chioma allevata in tre ed in due dimensioni (forma in parete), rispettivamente, per una durata di nove anni, ad oggi. La forma di allevamento in parete Super Slender Axe (SSA) ha mostrato le produzioni precoci più elevate, sia per albero che per frutteto, ma la forma di allevamento in parete Upright Fruiting Offshoots (UFO) ha sostenuto un più alto raccolto cumulato prima di raggiungere la maturità. Gli alberi allevati tridimensionalmente a Tall Spindle Axe (TSA) hanno mostrato una produzione precoce più elevata di quelli allevati in tre dimensioni con la forma a Kym Green Bush (KGB), raggiungendo però una produttività cumulata simile. Le strategie di rinnovo del legno a frutto sono ritiche per il mantenimento della produttività e della qualità dei frutti. Per ognuna di queste forme di allevamento è possibile raggiungere raccolti economicamente convenienti e di alta qualità, ma a seconda della forma essi presentano vantaggi e sfide, tra cui la compatibilità specifica tra diversi portinnesti e cultivar. Questi aspetti sono discussi in questo lavoro, che include i confronti tra le architetture delle chiome bi- e tridimensionali sviluppate come astone centrale (SSA vs. TSA) e come astoni multipli (UFO vs. KGB). Il vantaggio di utilizzare la naturale efficienza di intercettazione della luce e l’habitus di crescita del ciliegio dolce in strutture semplificate di stile UFO con forme di allevamento in parete si sta espandendo, oltre al ciliegio, anche ad altre colture frutticole in tutto il mondo.

Martin Balmer

Verso l’alta densità: nuovi portinnesti e sistemi di impianto nel ciliegio

Martin Balmer

Dienstleistungszentrum Ländlicher Raum – Rheinpfalz, Rheinbach, Germany

Per più di 25 anni, i portinnesti per il ciliegio dolce sono stati valutati in diverse regioni dello stato federale tedesco di Renania-Palatinate, in un ambiente con vocazionalità vitivinicola e suoli mediopesanti in cui il problema della stanchezza del terreno su Drupacee gioca un ruolo significativo nella maggior parte dei frutteti. In generale, le prove portinnesti sono state eseguite su piante allevate con fusto centrale e messe a dimora con un sesto d’impianto di 4,0-4,5 m per 2,0-3,0 m in funzione del vigore previsto. In aggiunta ai normali parametri relativi alla performance produttiva dell’albero, sono stati presi in considerazione anche lo stato di salute, la stabilità dell’albero e la tendenza a produrre polloni. Nel 2013, una nuova prova su portinnesti è stata impostata includendo tra i portinnesti confrontati anche la nuova serie Weigi e qualche clone recente di Gisela. Le aree soggette a re-impianto nel frutteto sperimentale di Oppenheim sono state confrontate con impianti su terreno vergine. Fino ad ora, Weigi 2 è risultato il portinnesto leggermente più nanizzante, ma anche quello meno produttivo, senza però effetti negativi sul calibro del frutto. Considerando i portinnesti semi-nanizzanti, Weigi 1, Weigi 3, Gisela 13 e Gisela 17 sembrano essere simili sia nella vigoria che nell’efficienza produttiva. In questo gruppo c’è un interesse a rimpiazzare PiKu 1 che, nelle condizioni ambientali tedesche, si è scoperto non essere abbastanza resistente ai freddi invernali e suscettibile ai suoli pesanti ed al coleottero della corteccia. Le prove sulle forme di allevamento hanno mostrato come anche con piante di ridotte dimensioni la resa e la qualità possano essere simili a quelle realizzabili con allevamento a fusetto, anche se in molti casi le performance di raccolta possono essere migliorate. Inoltre, si è visto come la potatura meccanica abbia senso solo se combinata con una potatura manuale di correzione. Infatti, la sola potatura meccanica porta a ridotte dimensioni del frutto e può ridurre notevolmente le performance di raccolta

Guglielmo Costa

Qualità delle ciliegie: definizione aggiornata e nuovi metodi di determinazione

Guglielmo Costa

Università di Bologna, Italia

L’aspetto, la dimensione ed alcuni caratteri organolettici della frutta hanno una forte influenza sull’accettazione del prodotto da parte del consumatore. I parametri qualitativi più apprezzati sono sicuramente la dimensione, la dolcezza ed il colore della buccia dei frutti. Altri parametri possono essere più o meno importanti a seconda del tipo di trasformazione a cui la frutta è soggetta. Alcuni di questi parametri, come le dimensioni dei frutti ed il colore della buccia, possono essere migliorati attraverso la tecnica colturale, per la quale riportiamo alcuni esempi (es. l’applicazione di regolatori di crescita e la realizzazione di coperture fisiche degli impianti). Infine, sono elencati i principali metodi standard e ed innovativi per la valutazione dei principali parametri qualitativi.

Marco Dalla Rosa

Moderne tecniche di lavorazione e confezionamento delle ciliegie

Marco Dalla Rosa

Dipartimento di scienze e tecnologie agroindustriali, Università di Bologna, Italia

L’evoluzione delle tecnologie alimentari, attraverso l’utilizzo delle cosiddette tecnologie emergenti, pone le basi per l’ottenimento di prodotti con un livello di stabilizzazione almeno parziale, nei confronti delle alterazioni microbiche, con modificazioni minime delle qualità intrinseche, sia sensoriali sia nutrizionali dei prodotti finiti. Alte pressioni idrostatiche, campi elettrici pulsati, plasma freddo ed osmo-disidratazione possono venire impiegati per la trasformazione di ciliegie e amarene, con ottenimento di prodotti di buona qualità e medio-lunga shelf-life. Il confezionamento del fresco e dei prodotti finiti mediante l’utilizzo di atmosfere modificate, in combinazione con la scelta dei film più adatti può essere una ulteriore soluzione per migliorare la conservabilità dei prodotti.

Moritz Knoche

Nuovi approcci nella difesa delle spaccature dei frutti nel ciliegio

Moritz Knoche, Andreas Winkler

Institute of Horticultural Production Systems, Leibniz University Hannover, Germany

Le spaccature che si formano nelle ciliegie (Prunus avium L.) rappresentano un problema molto serio per la produzione mondiale. Si pensa che esse siano causate da un eccessivo assorbimento di acqua e da un successivo aumento del turgore cellulare, tale per cui quando viene superata una soglia critica (‘turgore critico’) il frutto si spacca. Tuttavia, mancano evidenze sperimentali a supporto di questo concetto ampiamente diffuso mentre i dati pubblicati mettono in dubbio l’ipotesi del “turgore critico” ed una spiegazione alternativa deve ancora essere confermata. Questo articolo riassume le ricerche sperimentali che, negli ultimi due decenni, hanno portato allo sviluppo di un’ipotesi alternativa delle cause dello spacco nel ciliegio: la così detta ipotesi della “cerniera lampo”. Secondo quest’ultima, la spaccatura del frutto è il risultato di una serie di eventi che portano alla propagazione di una fessurazione attraverso la buccia e la polpa “aprendo” il frutto. Questa ipotesi si basa sulla seguente sequenza di eventi: nella buccia, ed in particolare nella cuticola, si sviluppa una tensione (stress) durante la fase III di crescita, a causa di una regolazione negativa dei geni coinvolti nella sintesi della cutina e delle cere. Lo stress nella buccia determina tensioni e microfessurazioni nella cuticola. Inoltre, l’umidità della superficie e della cuticola in tensione aggrava le micro-spaccature, le quali a loro volta compromettono le funzioni di barriera della cuticola e concentrano l’assorbimento dell’acqua in una particolare regione della superficie del frutto. L’acqua passa la cuticola, penetra nel frutto e si muove in zone dove il potenziale idrico è più negativo, ossia nelle grandi cellule del parenchima del mesocarpo, dotate di pareti cellulari sottili, che hanno un potenziale osmotico più negativo delle piccole cellule dell’epidermide e dell’ipoderma, aventi una parete cellulare più spessa. L’assorbimento di acqua da parte di queste cellule ne causa la rottura. Di conseguenza, il contenuto cellulare fuoriesce nell’apoplasto. I principali costituenti del ciliegio dolce, come il glucosio, il fruttosio e l’acido malico si riversano nell’apoplasto in concentrazioni comparabili a quelle del simplasto e le conseguenze sono molteplici: i) il turgore cellulare diminuisce ed è interamente perso quando le cellule dell’epidermide sono soggette a plasmolisi; ii) l’acido malico estrae il Calcio legato alle pareti cellulari, le indebolisce ed aumenta la permeabilità delle membrane plasmatiche causando una reazione a catena di perdita di adesione tra cellule adiacenti. Il distacco tra le cellule ed il crollo del (già basso) turgore cellulare porta al rigonfiamento delle pareti cellulari, in particolare delle pectine della lamella mediana. Le pareti cellulari gonfie hanno una rigidità inferiore ed una maggior tensione alle fratture ed adesione cellulare che portano alla separazione delle cellule adiacenti lungo la parete cellulare. La tensione generata dallo sforzo dell’epidermide è ora sufficiente per causare la separazione delle cellule lungo le loro pareti rigonfiate e rompere la buccia. Questo processo continua agli estremi della spaccatura dove si concentra lo stress, causando l’estensione della spaccatura stessa. L’epidermide si rompe nello stesso modo con cui una cerniera o una smagliatura si apre e si propaga in un pezzo di tessuto lavorato a maglia.

Nicola Mori

Strategie di difesa integrata contro Drosophila suzukii

1Nicola Mori, Lorenzo Tonina, Manuel Sancassani, Fernanda Colombari, Patrizia Dall’Ara; 2 Matteo Dal Cero, Enrico Marchesini

1DAFNAE – sez. Entomologia, Università di Padova; 2Agrea Centro Studi

La biologia di Drosophila suzukii impone, per una efficace difesa della coltura, la combinazione di tutti i mezzi di contenimento: agronomici-colturali (gestione chioma, cotico erboso, bordure, raccolta), fisici (reti anti-insetto), biotecnologici (cattura massale, lure & kill), biologici (impiego di parassitoidi) e chimici. Nel presente lavoro vengono trattate le possibilità di contenimento di D. suzukii da mettere in atto su ciliegio al fine di rendere economicamente conveniente e sostenibile la convivenza tra pianta ospite e fitofago.

Jose Quero Garcia

Nuove tecniche e obiettivi nel miglioramento genetico del ciliegio

José Quero Garcia

INRA – French National Institute for Agricultural Research, Bordeaux, France

Il miglioramento genetico del ciliegio dolce è relativamente recente, se confrontato con altre colture di maggiore importanza. Nonostante ciò, negli ultimi 30 anni, sono state rilasciate numerose cultivar, il che ha contribuito ad un aumento significativo della produzione di ciliegie. Il più importante programma di miglioramento genetico pubblico partito nel XX secolo rimane tutt’ora attivo e nuovi programmi si stanno sviluppando in paesi come Cile, Cina o Spagna. Più recentemente, anche il settore privato ha iniziato a giocare un ruolo sempre più importante, in particolare, in California dove si sta conducendo un programma di miglioramento mirato allo sviluppo di cultivar a maturazione precoce e con un basso fabbisogno in freddo. Nonostante questo, la produzione di ciliegie deve affrontare sfide molto significative, sia in relazione alle conseguenze del cambiamento climatico, su scala mondiale (in particolare a causa del riscaldamento globale) che all’emergenza di nuovi parassiti e malattie (ad esempio la mosca della frutta, Drosophila suzukii). I breeder devono quindi aggiungere nuovi caratteri all’interno degli schemi di selezione, oltre a quelli tradizionali ed inevitabili come la produttività, il diametro dei frutti, la durezza e la qualità aromatica, ecc. Tuttavia, a causa di caratteristiche specifiche ed alla lunghezza del periodo di giovanilità della pianta, il miglioramento genetico è stato tradizionalmente limitato ad una base genetica piuttosto ristretta. Potrebbe quindi non essere semplice trovare alleli interessanti per caratteri di adattabilità agli stress biotici ed abiotici nel portfolio dei breeder. Per questa ragione, la preservazione e la caratterizzazione delle risorse di germoplasma dovrebbe essere considerata una priorità urgente. Con i recenti sviluppi tecnologici nell’area della biologia molecolare e della bioinformatica, l’uso delle informazioni basate sul DNA, attraverso un approccio di selezione assistita dei marker molecolari, è diventata una realtà per i genetisti che si occupano di ciliegio. Sebbene sforzi importanti nella ricerca siano ancora necessari per sbrogliare la determinazione genetica dei principali caratteri di interesse agronomico, queste metodologie consentono già una riduzione significativa nei costi di miglioramento. In questo articolo sono riportati i principali obbiettivi e le metodologie attualmente utilizzate dai breeder che si occupano di ciliegio; successivamente vengono brevemente affrontate le diverse prospettive riguardanti le nuove direzioni da intraprendere e le presenti necessità.

Edwige Remy

Le nuove varietà della Zeiger Genetics (USA) e della Summerland R.S. (Canada)

B. Guitton, E. Remy, P. Court, G. Guerra Perez, M. Hilaire, J. Darnaud, A. Darnaud

IPS Dipartimento di Ricerca e Sviluppo, International Plant Selection, Montélimar, Francia

Il ciliegio rimane una specie con un elevato valore aggiunto che beneficia di un forte sviluppo potenziale per i prossimi anni. Quindi, l’apertura e la redditività del mercato cerasicolo sono rafforzate da varietà performanti che rispondono all’aumento dell’intensità di gestione del frutteto e siano adatte alle lunghe distanze di spedizione necessarie per aprire nuovi mercati. Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide nella nostra strategia di selezione, volta a identificare varietà di ciliegio adatte alle diverse aree di produzione presenti. International Plant Selection (IPS), come editor di varietà da frutto, collabora da 60 anni con i più importanti breeder, Summerland (British Columbia, Canada) e Zaiger’s Genetics (California, US), i cui programmi di miglioramento genetico hanno sviluppato una reputazione internazionale per le varietà di qualità superiore che hanno rilasciato e reso un contributo significativo alle varietà di ciliegio coltivate in tutto il mondo, come Lapins e Sweetheart ®. Lavorando con i breeder più riconosciuti, IPS offre al mercato cerasicolo una selezione di varietà di qualità molto elevata, adattate a varie condizioni climatiche e con un’estesa stagione di maturazione. Le nuove selezioni di ciliegio vengono sottoposte a tre livelli di prova prima di essere rilasciate come cultivar identificate: pre-selezione da parte dei breeder, prove alle stazioni di ricerca IPS (Francia e Spagna), e prove in campo in tutta Europa, in zone che rappresentano le principali regioni cerasicole (dagli stati del centro-est a quelli del meridione). Questa rete di valutazione molto espansa fornisce preziose informazioni sulle prestazioni delle varietà e l’adattamento varietale. La strategia di selezione di IPS è basata sulle caratteristiche agronomiche della pianta e del frutto: auto-compatibilità, pezzatura del frutto e qualità, durezza della polpa, resistenza alle spaccature, entrata in produzione precoce e raccolto elevato. Le varietà più promettenti vengono poi analizzate per il comportamento in conservazione e per una dettagliata valutazione sensoriale

Marie Laure Eteve

Le nuove varietà della SMS Unlimited LLC (USA)

Marie Laure Eteve

COT International

COT INTERNATIONAL sta lavorando con la ditta di miglioramento genetico californiana “SMS Unlimited” di proprietà di Stephen Southwick. Con lui, abbiamo selezionato 8 varietà di ciliegio da presentare. Queste varietà si trovano in frutteti sperimentali o in produzione in numerose regioni degli Stati Uniti (regioni del centro e sud della California e nello Stato di Washington), in Spagna ed in Francia, mentre le varietà Frisco e Rocket sono in tutta Europa. Per ogni varietà, l’impianto in numerose regioni produttive permette di avere una esperienza migliore ed informazioni maggiori riguardo alle caratteristiche agronomiche e alla qualità dei frutti. I nostri obiettivi di selezione sono: avere un calendario pieno per il ciliegio con varietà che vanno dalle precoci alle tardive; alta qualità dei frutti come grande dimensione, buna durezza, sapore eccellente, con elevato contenuto in zuccheri; tolleranza alle spaccature, auto-fertilità e alta produzione ogni anno.

Jean Pierre Plail

Nuove tecniche e obiettivi nel miglioramento genetico del ciliegio Star Fruits: le nuove varietà dal Nord America e dall’Europa

Jean Pierre Plail

Variety Testing Manager, Star Fruits Diffusion SAS , Le Pontet, Francia

Come azienda di gestione delle varietà, la Star Fruits si dedica a testare, proteggere, sviluppare e concedere licenze a livello mondiale su un’ampia gamma di specie fruttifere, incluso il ciliegio. Dal 1968 facendo leva su quattro vivai familiari francesi, la Star Fruits ha sviluppato una rete globale per creare valore aggiunto nell’innovazione varietale per tutti gli attori della filiera di produzione di frutta. Alla Star Fruits stiamo testando e sviluppando programmi di miglioramento genetico come Bradford Farms (California), G.Delbard (Francia), Sommer Cherries (Germania), Cornell University (stato di New York) e Vineland (Ontario). Con questa grande diversità varietale nel nostro portfolio, possiamo rispondere ad un’ampia gamma di richieste durante tutta la stagione vegetativa. Per esempio, le ciliegie della Bradford Genetics sono varietà rosse sub-acide con un basso fabbisogno in freddo, mentre le varietà del programma Sommer Cherries (come Henriette, Louis e Klara) emergono grazie al loro buon potenziale di calibro, combinato con una colorazione rosso scuro. La Star Fruits sta offrendo opportunità per la segmentazione del mercato con varietà di ciliegie bicolore come la Starland (Vineland) o la Cambrina (Cornell University). Gli impegni della Star Fruits sono, da un lato, quello di sviluppare il potenziale di vendita delle varietà per i breeder e condividere i feedback riguardo i mercati e l’adattamento geografico delle loro cultivar e, dall’altro lato, garantire ai frutticoltori un accesso alle nuove varietà, in funzione delle loro necessità. E’ in quest’ottica e nell’idea di relazioni durature e di reciproca fiducia, che la Star Fruits ha la volontà di sviluppare e creare nuove relazioni con breeder, vivai e produttori.

Christopher Owens

Le nuove varietà della IFG® (USA)

Christopher Owens

IFG, Bakersfield (USA)

IFG è una ditta privata che si occupa di miglioramento genetico, localizzata nel profondo sud della San Joaquin Valley, in California, con un enfasi nello sviluppo di nuove cultivar di uva da tavola senza semi e di ciliegio dolce. Il focus del programma di miglioramento del ciliegio dolce dell’IFG è lo sviluppo di ciliegie rosse e scure con un basso fabbisogno in freddo, maturazione precoce, tolleranza alle alte temperature, polpa soda, frutti di grande pezzatura, produttività costante e una notevole qualità dei frutti, sia freschi che dopo la frigoconservazione. Da quando IFG è stata fondata, nel 2001, sono stati valutati più di 50,000 semenzali di ciliegio dolce, portando alla selezione, in prove replicate, di più di 300 individui. Sebbene l’obiettivo del programma di miglioramento sia di sviluppare varietà com basso fabbisogno in freddo, IFG ha recentemente rilasciato sette varietà con una diversa gamma di fabbisogno in freddo. Le sette nuove cultivar sono Cheery Grand™ (IFG Cher-one), Cheery Burst™ (IFG Cher-two), Cheery Crunch™ (IFG Cher-three), Cheery Blush™ (IFG Cher-four), Cheery Treat™ (IFG Cher-five), Cheery Glow™ (IFG Cher-six), e Cheery Moon™ (IFG Cher-seven). Il fabbisogno in freddo di queste varietà varia da meno di 300 ore di freddo a più di 800 ore di freddo. Le caratteristiche individuali di ogni varietà vengono descritte di seguito. I brevetti delle piante americane sono stati approvati ed i marchi commerciali vengono applicati sia alle piante che ai frutti. I diritti relativi a queste varietà e la registrazione dei marchi commerciali nell’Unione Europea sono in attesa. Queste varietà sono disponibili per prove da parti interessate. L’IFG concede licenze a cerasicoltori, venditori e propagatori in tutte le regioni di maggior produzione cerasicola. L’espansione progressiva del ciliegio in nuove regioni di produzione, con minore fabbisogno in freddo rispetto a quelli tradizionali per le attuali cultivar di ciliegio dolce è il maggiore obiettivo dell’IFG.

Barbara Mila Novak

Le nuove varietà dell’Università di Bologna

Barbara Mila Novak

Knowledge Transfer Office, Alma Mater University of Bologna

Il miglioramento genetico su ciliegio rientra tra le più importanti attività di miglioramento su fruttiferi all’interno del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL). Il programma di miglioramento genetico è iniziato quasi 20 anni fa, nel 2000, con più di 3000 semenzali derivati da numerosi incroci sconosciuti, tra cultivar italiane autoctone tradizionali e le nuove varietà americane. Questo programma di miglioramento ha dato luogo alla Serie Sweet, acclamata a livello internazionale: un gruppo di varietà di ciliegio con diversi periodi di maturazione che insieme coprono un periodo di raccolta di 4-5 settimane. In aggiunta al periodo di maturazione, le varietà sono state ulteriormente monitorate in base agli stretti parametri qualitativi di selezione (es: ≥ 28 mm come diametro minimo, 4-6 nella scala di colore CTIFL, ≈ 400 g di durezza della polpa, ≥ 18 °Brix di contenuto zuccherino e 7-8 g/l di acidità), creando un gruppo varietale della più alta qualità, con uguali caratteristiche organolettiche ed estetiche. La ragione che sta dietro a questo obiettivo di miglioramento genetico è di offrire al mercato ed al consumatore un unico prodotto sotto un singolo nome, per un periodo di 5 settimane. Questo crea un potenziale significativo nelle opportunità di marketing nei confronti del consumatore, che in precedenza non era stato possibile nel segmento di mercato del ciliegio.

Lubor Zeleny

Le nuove varietà della VSUO (Repubblica Ceca)

P. Suran, A. Skřivanová, J. Blažková e L. Zelený

Department of Genetics and Breeding, Výzkumný a šlechtitelský ústav ovocnářský Holovousy, Repubblica Ceka

Il programma di miglioramento genetico della VSUO Holovousy sta continuando da più di 50 anni ed è focalizzato sul ciliegio dolce dagli anni ‘70. Nei primi anni ‘70, è stato effettuato un programma di incroci nell’ambito del nuovo programma di miglioramento genetico di ciliegio, in collaborazione con l’istituto tedesco di DresdenPillnitz. Tale programma era principalmente mirato all’ottenimento di varietà redditizie adatte alla raccolta meccanica ed all’industria di trasformazione. Era anche focalizzato ad aumentare la resistenza dei frutti alle spaccature ed alle gelate primaverili tardive. Altri obbiettivi includono l’aumento della qualità dei frutti, specialmente in termini di pezzatura, durezza e sapore, seguito da una maturazione ed una raccolta precoce o molto tardiva. Successivamente è stata aggiunta al programma anche l’auto-fertilità, come nuovo carattere importante. L’introduzione di nuove varietà dall’estero è stata inoltre portata avanti in collaborazione con i genetisti, per arricchire il programma di miglioramento con genotipi adatti e con proprietà preziose. Il periodo di maturazione delle nostre varietà copre completamente la stagione di raccolta del ciliegio, dalla prima alla settima settimana di raccolta delle ciliegie. Le varietà presentate coprono pienamente le cinque settimane di vendita.

Geza Bujdoso

Il programma di miglioramento genetico su ciliegio al NARIC – Istituto di Ricerca su piante da frutto ed ornamentali

Geza Bujdoso

Centro di Ricerca ed Innovazione Nazionale per l’Agricoltura, Istituto di Ricerca per Colture Fruttifere ed Ornamentali, Budapest, Ungheria

Il Centro di Ricerca ed Innovazione Nazionale per l’Agricoltura, Istituto di Ricerca per Colture Fruttifere ed Ornamentali, fondato il 1° Gennaio 2014, è il successore legale delle Stazioni di Ricerca situate a Budapest, Érd, Cegléd, Fertőd and Újfehértó, dell’Istituto di Ricerca di Orticoltura e Dipartimento di Colture Arboree fondato nel 1950. Le principali attività dell’Istituto di Ricerca sono di migliorare e domesticare le specie pomacee, drupacee, di frutta a guscio e piccoli frutti ed i loro portinnesti, come pure adattare i sistemi di impianto alle condizioni climatiche dell’Ungheria, ed esaminare le zone fruttifere per i nuovi frutteti. I nostri obiettivi principali nel miglioramento genetico sono la sicurezza delle produzioni, l’aumento della tolleranza/resistenza alle malattie ed agli insetti e la produzione di frutti con notevole sapore, aroma e valore di mercato. I programmi di miglioramento iniziati al momento della fondazione dell’Istituto sono aiutati da laboratori biotecnologici e collezioni genetiche ex-situ. Come risultato del lavoro di miglioramento, 25 cultivar di ciliegio dolce e 19 cultivar di ciliegio acido sono state registrate nella lista varietale nazionale dell’Ungheria. Inoltre, il valore nel nostro lavoro di miglioramento è stato aumentato dal rilascio di sette cultivar, brevettate nel territorio dell’Unione Europea, sei cultivar in Cile, due cultivar in Australia e una cultivar nel territorio ungherese. Grazie alla nostra attività di miglioramento, la finestra di raccolta in Ungheria è di 6-7 settimane

Peter Stoppel

Le nuove varietà della serie Prim e Final (Germania)

Peter Stoppel

Istituto Statale Bavarese per la Viticoltura e l’Orticoltura, Veitshöchheim, Germania

Il miglioramento della serie Prim è iniziato nel 2004. Non c’era nessuna varietà di buona qualità con maturazione precoce che funzionasse bene nel nostro clima. Quindi abbiamo iniziato a creare le nostre varietà precoci. Abbiamo iniziato il miglioramento genetico con centinaia di semenzali, selezionati sulla base dei migliori parametri per la qualità della frutta. Per “frutto di buona qualità” intendiamo buon sapore (circa 18 °Brix e sufficiente acidità), elevata durezza (~ 60 Durofel), colore scuro e il minor tasso possibile di spaccature dei frutti. Anche le dimensioni dei frutti sono importanti per noi e la maggioranza dei frutti hanno un diametro di circa 30 mm

Hubert Siegler

Weigi®, una nuova generazione di portinnesti tedeschi per il ciliegio

P.Stoppel e H. Siegler

Istituto Statale Bavarese per la Viticoltura e l’Orticoltura, Veitshöchheim, Germania

I portinnesti Weigi ® (licenziatario: Peter Stoppel) derivano da un incrocio tra GiSelA e delle selezioni di Weiroot. Dopo 15 anni di test attraverso prove in campo, possono essere classificati come leggermente nanizzanti (Weigi 3), con riferimento al P. avium F12/1, semi nanizzante, simile a GiselA5 (Weigi 2) e simili anche tra di loro (Weigi1). La prima prova con le varietà Regina e Skeena è iniziata nel 2004 in 4 aree: 3 tedesche in Badenia, Franconia, Thuringia (forma di allevamento a fusetto e irrigazione a goccia) e 1 a La Tapy, nel Sud della Francia (forma di allevamento a “vaso aperto”; con micro-irrigazione ad aspersione), dando risultati promettenti. Questi portinnesti sono adatti in un contesto di cambiamento climatico e rappresentano delle valide alternative sia nei climi moderati che nelle regioni più calde come il Mediterraneo. I portinnesti dei cloni Weigi sono propagati da Vitroplant e Schramma (Olanda). Il vivaio Gräb (Germania) e Fleuren (Olanda) stanno al momento crescendo varietà su Weigi, il quale induce una buona ramificazione ed alberi uniformi. L’allegagione è molto precoce, permettendo di ottenere un elevato raccolto precocemente e con una buona qualità. Alla quarta foglia, ‘Regina’ su Weigi 1 e 2 hanno prodotto tra i 24 ed i 30kg di frutti commercializzabili (estrapolazione: 22-27 tonnellate con 900 alberi /0,9 ha). Il sesto di impianto era di 4-4,5 m x 2,5 m. I risultati sono mostrati in Figura 1. Per figure e foto con descrizioni dettagliate si rimanda a www.weigi.com .

Johannes Feldmann

I nuovi portinnesti della serie Gisela e Pi-Ku (Germania)

Johannes Feldmann

CDB Consortium Deutscher Baumschulen

Per il ciliegio dolce coltivato in climi temperati, i cloni ‘GiSelA®’ sono i primi portinnesti nanizzanti economicamente importanti. Provengono da un programma di miglioramento genetico dell’università di Giessen (Germania), che ha l’obiettivo di produrre una serie di portinnesti con un controllo graduale della taglia dell’albero, dai nanizzanti a quelli di medio vigore. I diritti per i portinnesti GiSelA® sono del CDB® Consortium Deutscher Baumschulen. Il CDB® commercializza anche i portinnesti di ciliegio ‘PIKU®’, i portinnesti di pero ‘Pyrodwarf®’ , e quelli per il susino ‘Wavit ®’ ed ha licenze mondiali (vedi www.cdb-rootstocks.com). La propagazione dei portinnesti ‘GiSelA®’ avviene prevalentemente in vitro, il che permette la produzione di materiale vegetale omogeneo di alta qualità con un iniziale vigore vegetativo, che con l’inizio della produzione viene ridotto allo specifico livello del clone. I cloni ‘GiSelA®’ mostrano diversi livelli di riduzione di crescita se paragonati ai portinnesti convenzionali, come i semenzali di Prunus avium (Mazzard ) A seconda del tipo di suolo, della cultivar e dell’intensità di coltivazione si può selezionare il clone più adatto. Sicuramente, un vantaggio di ‘GiSelA®’ è la precoce entrata in produzione. I primi raccolti si hanno dalla seconda foglia e la piena produzione si raggiunge già dal 4° anno, garantendo un veloce ritorno del capitale investito. Tutti i cloni hanno un alto potenziale produttivo. Le caratteristiche favorevoli di tutti i cloni ‘GiSelA®’ includono: buona compatibilità con i nesti di Prunus avium (sano, fornito di gemme a legno, certificato), ramificazione regolare e habitus di crescita ampio, senza tendenza a produrre succhioni, eccellente resistenza al gelo invernale e tolleranza ai virus portati dal polline. La gestione colturale deve essere adattata alle necessità dei portinnesti ‘GiSelA®’: inizio precoce, potatura regolare, deve assicurare che ogni anno si formi una sufficiente crescita dei germogli e dell’area fogliare per la nutrizione dei frutti. Una concimazione intensiva è essenziale. Con questi approcci, adattati alla coltura, l’alta produttività è mantenuta nel lungo periodo e la dimensione dei frutti non viene influenzata negativamente.

Frank Maas

I nuovi portinnesti della serie Krymsk (Russia)

Frank Maas

Varieties International LLC, US Nedworc Foundation, Bunnik, Olanda

La Stazione Sperimentale di Miglioramento Genetico di Krymsk è stata fondata nel 1935. Il Prof. Gennady Eremin, direttore della stazione tra il 1974 ed il 2007, ha raccolto più di 6000 genotipi unici di Prunus per il suo programma di miglioramento genetico dei portinnesti di drupacee. Gli obiettivi di questo programma sono di produrre portinnesti per drupacee che siano più precoci, meno vigorosi dei portinnesti franchi ed in grado di tollerare le condizioni di crescita presenti nell’area di Krymsk, (per esempio, adatti ai suoli argillosi pesanti e tolleranti le condizioni estive di caldo e secco, come pure i suoli umidi, durante altri periodi dell’anno). Altri obiettivi sono quelli di selezionare piante tolleranti i suoli salini, i nematodi, gli insetti e le malattie. Data la mancanza di risorse, la selezione dei portainnesti è stata principalmente fatta in assenza di irrigazione e senza (o solo con piccole quantità) l’uso di fertilizzanti. A causa di queste condizioni di selezione, la selezione dei portainnesti Krymsk è generalmente più tollerante agli stress rispetto a Gisela 5 e Gisela 6. “Varieties International” (Oregon, USA) ha la licenza mondiale per la propagazione dei portainnesti Krymsk. Le royalties ottenute dalla vendita dei portainnesti vengono usate per continuare il programma di miglioramento genetico e per migliorare le strutture di ricerca della Stazione Sperimentale di Miglioramento di Krymsk. Feldmann. Per il ciliegio dolce coltivato in climi temperati, i cloni ‘GiSelA®’ sono i primi portinnesti nanizzanti economicamente importanti. Provengono da un programma di miglioramento genetico dell’università di Giessen (Germania), che ha l’obiettivo di produrre una serie di portinnesti con un controllo graduale della taglia dell’albero, dai nanizzanti a quelli di medio vigore. I diritti per i portinnesti GiSelA® sono del CDB® Consortium Deutscher Baumschulen. Il CDB® commercializza anche i portinnesti di ciliegio ‘PIKU®’, i portinnesti di pero ‘Pyrodwarf®’ , e quelli per il susino ‘Wavit ®’ ed ha licenze mondiali (vedi www.cdb-rootstocks.com). La propagazione dei portinnesti ‘GiSelA®’ avviene prevalentemente in vitro, il che permette la produzione di materiale vegetale omogeneo di alta qualità con un iniziale vigore vegetativo, che con l’inizio della produzione viene ridotto allo specifico livello del clone. I cloni ‘GiSelA®’ mostrano diversi livelli di riduzione di crescita se paragonati ai portinnesti convenzionali, come i semenzali di Prunus avium (Mazzard ) A seconda del tipo di suolo, della cultivar e dell’intensità di coltivazione si può selezionare il clone più adatto. Sicuramente, un vantaggio di ‘GiSelA®’ è la precoce entrata in produzione. I primi raccolti si hanno dalla seconda foglia e la piena produzione si raggiunge già dal 4° anno, garantendo un veloce ritorno del capitale investito. Tutti i cloni hanno un alto potenziale produttivo. Le caratteristiche favorevoli di tutti i cloni ‘GiSelA®’ includono: buona compatibilità con i nesti di Prunus avium (sano, fornito di gemme a legno, certificato), ramificazione regolare e habitus di crescita ampio, senza tendenza a produrre succhioni, eccellente resistenza al gelo invernale e tolleranza ai virus portati dal polline. La gestione colturale deve essere adattata alle necessità dei portinnesti ‘GiSelA®’: inizio precoce, potatura regolare, deve assicurare che ogni anno si formi una sufficiente crescita dei germogli e dell’area fogliare per la nutrizione dei frutti. Una concimazione intensiva è essenziale. Con questi approcci, adattati alla coltura, l’alta produttività è mantenuta nel lungo periodo e la dimensione dei frutti non viene influenzata negativamente.
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